Notizia che ha dell’incredibile: in America un uomo avrebbe denunciato sua moglia per essersi rivolta ad un investigatore privato che avrebbe sfruttato dispositivi GPS per spiarlo. La corte ha dato ragione alla donna ritenendo legale il sistema adottato. La sentenza riterrebbe legale i sistemi adottati in quanto il dispositivo GPS veniva utilizzato solo per seguire l’uomo in spostamenti sul suolo pubblico, quindi non all’interno di aree private, di conseguenza questo avrebbe fatto cadere tutte le accuse. Il dispositivo di tracciamento, essendo stato nascosto nel vano portaoggetti del veicolo dell’uomo, avrebbe quindi tenuto conto solo di quei movimenti sul suolo pubblico e visibili quindi da tutti. Anche se negli states manca una legge che regoli l’utilizzo di dispositivi GPS, fino ad oggi era stato ritenuto un diritto quello di non essere tracciati e punibile di reato lo spionaggio tramite tali macchinari. Tra i vari dispositivi GPS ovviamente possono rientrare anche l’iPhone o l’iPad, ad esempio con il servizio Find My iPhone utilizzato per spiare gli spostamenti del partner, o dei propri figli. Voi cosa ne pensate? Fonte: I-Spazio.netVai a localizzatori gps
Con la Sentenza n. 4847/2006, il Tar del Lazio ha accolto il ricorso di una docente universitaria che, per dimostrare di essere oggetto di comportamenti persecutori e vessatori da parte del Direttore dell’Istituto in cui svolgeva il proprio servizio. Alla docente era stata comminata una sanzione disciplinare con sospensione dal servizio e dallo stipendio per due mesi, in quanto la medesima aveva registrato alcuni colloqui al fine di dimostrare che stava subendo pressioni e vessazioni. L’Amministrazione di appartenenza ha ritenuto il comportamento della docente, ossia l’effettuazione delle registrazioni, fosse scorretto e tale da ledere il decorso e l’immagine dell’istituzione accademica. Ma il Tar non è stato dello avviso, per cui ha annullato la sanzione disciplinare comminata alla docente, ribadendo che l’articolo 24 comma 1 lettera f) del D.Lgs 196/03 consente il trattamento dei dati personali senza il consenso dell’interessato qualora lo stesso sia necessario per la tutela del diritto di difesa giudiziale.
fonte poliziotti.it
Lo si può chiamare mini-drone, quadricottero, come si vuole: fatto sta che stanno cominciando a fioccare le applicazioni “serie” per queste nuove tecnologie di volo non assistito applicate e l’ultimo ritrovato lo ha realizzato un’azienda che ne ha costruito uno fatto apposta per sorvegliare qualcosa o qualcuno.
Si chiama Scout e lo ha prodotto, appunto, la canadese Aeryon Labs. Si tratta di un piccolo drone smontabile capace di alzarsi rapidamente in volo sul punto richiesto e puntare la sua telecamera superpotente verso un obiettivo a terra.
Secondo l’azienda questo modello ha già dato prova delle sue brillanti doti in una caccia ad alcuni spacciatori di droga in America Centrale, fornendo una sorveglianza visiva del movimento dei narcotrafficanti nella profonda giungla (l’azienda, per tutela di riservatezza, non dice altro).
Lo Scout ha una capacità visuale di 3 Km e una velocità massima di 50 Km/h. Può volare anche con vento forte fino a 80 Km/h. Pesa appena poco più di un chilo e può essere facilmente smontato e riposto in una valigetta. Per metterlo in servizio basta estrarlo, connettere le quattro aste con i rotori e accenderlo.
Durante l’uso si può scegliere se impiegare la telecamera ottica con zoom ordinaria o quella termica, capace di sorveglianza notturna. In ogni caso, l’ogiva in cui alloggiano i sensori è stabilizzata con giroscopio, dunque anche se il singolare “aeromobile” si muove o si muove il proprio obiettivo in osservazione, essa può “inseguirlo”.
Schermata dell’applicativo di controllo dello Scout di Aeryon (click per ingrandire) Ma il principale motivo di orgoglio per la casa è la sua usabilità: lo Scout ha un’interfaccia di controllo basata su schermo touch, che secondo la casa è molto più facile da controllare rispetto ai controller tradizionali.
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Guardone scoperto ad armeggiare una micro telecamera nei servizi igienici del centro commerciale. Arrestato, in casa possedeva diverso materiale “rubato” con lo stesso sistema RIMINI – Dopo il tribunale è il momento delle “Befane”. Lo spione di nudità femminili è tornato all’assalto nel Riminese: ieri mattina alle 10.30, un napoletano residente a Misano è stato infatti scoperto mentre armeggiava telecamere e micro dispositivi per effettuare riprese all’interno del bagno delle signore. A scoprirlo due minorenni, che entrando in bagno hanno segnalato la presenza dell’intruso nella loro toilette. Subito controllato dagli agenti della vigilanza privata, per l’uomo sono sono poi dovuti intervenire i carabinieri una qualvolta rinvenuta nella sua giacca la speciale cinepresa. Intervenuti dunque per perquisire il 45enne, i militari hanno dunque fatto l’amara scoperta: l’uomo nascondeva una microtelecamera che aveva appena recuperato da uno dei bagni, anche perché una volta visionato il materiale registrato i militari hanno trovato immagini di signore che andavano a fare i loro bisogni. Tuttavia, il ‘voyeur’ si è dimostrato non essere nuovo a queste usanze. Nella sua casa misanese, perquisita nella giornata di ieri, è stato sequestrato un computer dove a quanto pare ci sarebbero altre immagini e video simili a quelli registrati nel bagno delle Befane. Per l’uomo, colto in flagranza di reato, sono scattate le manette per violazione di vita privata, e si sono aperte le porte del carcere “Casetti”. Difeso dagli avvocati Carlo Alberto Zaina e Gianmaria Gasperoni, il misanese si presenterà questa mattina davanti al giudice per il processo per direttissima Fonte: Romagna Noi
Nell’ordinanza n. 171 dello scorso 19 maggio la Corte costituzionale ha dichiarato la manifesta inammissibilità della questione di legittimità costituzionale dell’art. 6, commi 2, 3, 4, 5 e 6, della L. 140/2003 n. 140 (recante disposizioni nonché in materia di processi penali nei confronti delle alte cariche dello Stato) sollevata dal giudice per le indagini preliminari in relazione agli artt. 3, primo comma, 68, terzo comma, 102 e 104, primo comma, della Costituzione.
L’art. 6 è stato impugnato nel punto in cui disciplina il procedimento che il giudice per le indagini preliminari deve osservare, laddove ritenga necessario ( a seguito di istanza di parte), utilizzare nei confronti di un parlamentare intercettazioni cui quest’ultimo casualmente abbia preso parte, quando esse erano già state disposte nel corso di procedimenti riguardanti terzi. La disposizione prevede in tali circostanze che il giudice deve chiedere l’autorizzazione della Camera alla quale il membro del Parlamento appartiene o apparteneva al momento in cui le conversazioni o le comunicazioni sono state intercettate. Al riguardo il rimettente dubita della legittimità costituzionale della norma impugnata, nella parte in cui esige siffatta autorizzazione con riferimento ad intercettazioni occasionali, per le quali, anche alla luce della sentenza della medesima Consulta.
n. 390/2007, essa non sarebbe giustificata, ed anzi sarebbe vietata, dall’art. 68, terzo comma, Cost. Quest’ultima disposizione costituzionale, infatti, avrebbe ad oggetto le sole intercettazioni disposte a carico del parlamentare o comunque finalizzate a captare le conversazioni di quest’ultimo, giacché per esse soltanto si potrebbe palesare un fumus persecutionis da parte dell’Autorità giudiziaria, che spetta alla Camera apprezzare in sede di autorizzazione. Non solo. Il rimettente ha ravvisato altresì una violazione degli artt. 102 e 104 Cost. quarto all’indebita ingerenza che, per tale via, la Camera eserciterebbe sull’esercizio dell’attività giurisdizionale, con particolare riferimento alla utilizzabilità di prove già acquisite.
Con l’ordinanza in rassegna la Corte costituzionale ha osservato che, ai fini della rilevanza della questione, il rimettente avrebbe dovuto motivare adeguatamente in ordine alla natura casuale delle intercettazioni oggetto, e nel caso di specie, di istanza di utilizzazione da parte del pubblico ministero. Sotto tale profilo, l’ordinanza di rimessione risultava invece carente; di qui la manifesta inammissibilità della questione.
Fonte: www.diritto.it
Quando si verifica un disastro aereo, la cosa più importante e’ recuperare la scatola nera dell’aereo distrutto, che contiene informazioni che possono rivelare la causa dello schianto. Anche nella vita di tutti i giorni abbiamo a disposizione delle “scatole nere” sotto forma di m.
Infatti, i microregistratori, grazie alle loro dimensioni ridotte e all’estrema facilità d’uso, possono essere usati sia per raccogliere appunti vocali, sia per registrare di nascosto, come fossero delle vere e proprie microspie; la differenza con queste ultime sta nella maggiore flessibilità dei microregistratori che possono essere attivati discretamente solo premendo un pulsante senza che nessuno se ne accorga.
Insomma, un microregistratore può esserci utile in qualsiasi momento della giornata: in ufficio, negli studi, in situazioni di svago, di lavoro e per operazioni professionali di investigazione, l’unico limite e’ la capacità di memoria e la nostra fantasia!
Endoacustica distribuisce le ultime novità e gli ultimi arrivi nel campo dei microregistratori, oltre ad occuparsi di sicurezza ed investigazioni, con venditamicrospie ed altri accessori utilissimi in questo campo come i software spia per ascoltare un telefono cellulare da distanza illimitata.
In un mondo sempre più controllato da tutto e da tutti la telefonia mobile svolge un ruolo cruciale nelle pratiche più utilizzate per spiare gli altri. Gli smartphone, lo sappiamo, hanno aperto a nuove ed interessanti possibilità tecnologiche, ma nel contempo hanno moltiplicato i problemi: virus, malware, software illegali attendono il momento ideale per poter sferrare attacchi verso i dispositivi mobili. Notizia di questi giorni è l’allarme lanciato dal COPASIR, il Comitato per la sicurezza della Repubblica, su alcune pratiche di controllo dei terminali tramite un particolare software acquistabile via Internet a basso costo, molto semplice da utilizzare.
Il programma in questione consentirebbe di monitorare costantemente i telefonini, riuscendo a raccogliere tantissime informazioni, come la rubrica, il tabulato delle chiamate, gli sms e altri contenuti. Ma non solo: attraverso questo tipo di programma è possibile è possibile avere a disposizione una vera e propria cimice che registra le telefonate e che fornisce informazioni sulla posizione precisa del cellulare: un cellulare spia.
Fonte: www.iochiamo.com
Le forze dell’ordine impegnate in attività investigative non sempre hanno la possibilità di avvicinarsi ai propri sospetti per raccogliere informazioni, installare microcamere o microspie per intercettarne le conversazioni e così via, per evitare di mettere a repentaglio la propria sicurezza o di far fallire l’operazione. Per evitare di correre inutili rischi, ma essere comunque in grado di intercettare una conversazione che si svolga all’interno di una stanza chiusa, esistono delle valide alternative fornite dalla moderna tecnologia di sorveglianza, ad esempio i microfoni laser. Un microfono laser, come il nome stesso suggerisce, utilizza un raggio laser invisibile, che viene puntato verso il vetro di una finestra, fino ad una distanza massima superiore ad un chilometro e mezzo. Tale raggio è in grado di “leggere” le vibrazioni del vetro stesso, vibrazioni causate da suoni e voci prodotti all’interno della stanza e dietro la finestra. Il raggio laser, riflesso dal vetro, viene raccolto da un ricevitore posizionato alla giusta angolazione secondo l’angolo di riflessione. Tale ricevitore, unito ad un sistema di decodifica, è in grado di convertire gli impulsi del laser, modificati dalle vibrazioni del vetro, in suoni e voci, con estrema chiarezza di suono, in modo da poter ascoltare in assoluta tranquillità, e soprattutto in assoluta sicurezza, cosa avviene al di là di quel vetro. L’uso di tale tecnologia da parte delle forze dell’ordine si è rivelato utilissimo in più di una indagine contro il crimine organizzato, riscontrando il favore degli operatori soprattutto perché ne rende molto più sicure le condizioni operative.
Vai a MICROFONI DA PARETE per ascolto attraverso i muri. Un team di ricerca della Missouri University of Science and Technology è riuscito a creare un sistema portatile di scansione capace di guardare all’interno di oggetti o strutture solide rivelandone i segreti nascosti. Utilizzando una tecnologia simile a quella utilizzata dagli scanner negli aeroporti, la fotocamera è in grado di rilevare, raccogliere, elaborare e visualizzare in tempo reale un segnale ad onde millimetriche, e di visualilzzarne il risultato sullo schermo di un computer portatile. L’uso dei segnali ad onde millimetriche è sperimentato da qualche tempo per ottenere sistemi portatili di gestione immagini ad alta definizione. Questo sistema è in grado di sbirciare all’interno di oggetti e strutture in tempo reale e con vari punti focali. Il sistema è composto da un trasmettitore di raggi, una serie di 576 slot di risonanza ed un ricevitore. Quando un oggetto è posto al centro, il ricevitore rileva il campo magnetico che “rimbalza” su questi slot, ne legge la grandezza e la ne invia i relativi dati ad un software appositamente sviluppato su un computer portatile, per l’elaborazione e la visualizzazione a velocità fino a 30 fotogrammi al secondo. Il sistema può anche essere messo a fuoco lungo il piano orizzontale, ed esaminare vari punti all’interno di un oggetto o di una struttura, e visualizzare le relative informazioni su display del notebook. Un dispositivo di scorrimento sullo schermo viene utilizzato per spostare il punto di vista avanti e indietro. In un futuro non troppo lontano, tale tecnologia, per ora in fase sperimentale, può essere usata, ad esempio, per controlli di qualità, ad esempio per ricercare eventuali difetti di fabbricazione nei pannelli isolanti termici usati per ricoprire i veicoli spaziali, o per esaminare la struttura in cemento armato dei piloni di un ponte. Insomma, le applicazioni di tale tecnologia potrebbero salvare molte vite umane, e restiamo in attesa di vederla all’opera.
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